La Chiesa di San Marco

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La Chiesa di San Marco

La Chiesa risale alla metà del secolo XVI, edificata dal barone Giovanni Antonio Ricca, Signore di Isola dal 1513 al 1555 Portale: di pietra lavorato a bassorilievi con putti e motivi ornamentali agresti e lo scudo del casato dei Ricca. Sul lato destro due finestre sguinciate.
Tomba del Barone Giovanni Ricca
Fu uno dei pochi feudatari che si dedicò con grande impegno alla cura e alla tutela di questo territorio di Isola. Dopo le incursioni saracene del 1510 e del 1517 ( in quest’ultima furono trucidati 70 cittadini e deportati schiavi ben 295 !) nel 1525 costruì il castello e fece cingere di mura il nucleo centrale della città ( quartiere che comunemente è chiamato ” Rione Terra” a cui si accede dalla Porta di Tramontana o della Terra) ed edificò questa chiesetta dedicata a S,Marco con la qui presente tomba per la sepoltura sua e dei successori.
In alto, su una benda, il motto del barone. ” Alto pensiero me fa volare”, poco più in giù un braccio curvo chiuso in armatura su cui poggia un falco ad ali spiegate.
Più in giù un elmo con la celata abbassata, poi lo stemma e sotto ancora l’epigrafe. Il sarcofago è istoriato con leoni alati; in una corona di foglie e frutti è racchiuso un putto; altri due putti reggono dall’alto lo stemma dei Ricca; sul lato sinistro, cimiero in testa, è un soldato somigliante a quello riprodotto coricato sul coperchio. Sulla base teste di anegli, alabarda spezzata, teste d’uomo con cimiero e scoperte, teschio e vari motivi agresti
L’epigrafe
JO, ANTONIUS RICCA TROYLI A QUONDAM BEATRICI CARACHIOLE FILIUS CIVITATIS INSULAE BARO POST MULTAS TURCARUM INVASIONES NE SUA CIVITAS FUNDITA DELETOR HIC NOVA MOENIA ET PROPUGNACULA PROPIO AERE HOC ANNO 1594 A FUNDAMENTIS EREXIT QUA QUIDEM BARONIS PERITIA IN ANNO 1525 QUO TEMPORE GALLORUM FUROR HAS REGIONE OCCUPAVERAT PRAESIDIUM HAC PLAGA MARITIMA CONCREAVIT STRENUE HOSTILE INSULTATIONES SEDAVIT OPPIDUMQUE CASTELLORUM MARIS QUOD AB IMPERIALI DITIONE PERTINACITER DESCIVERAT PROPRIO MARTE AD EANDEM REVOCAVIT POSTERORUM OMNIUM INTEGRITATE HUNC LAPIDEM AC SACRAS AEDES VIVENDO SIBI CONSTRUXIT. “Giovanni Antonio Ricca figlio di Troilo e di Beatrice Caracciolo, barone della città di Isola, dopo molte invasioni turche, perchè la città non venisse del tutto distrutta, eresse col proprio denaro dalle fondamenta queste mura e fortificazioni nell’ anno 1549. Con la medesima sollecitudine nell’anno 1525 durante l’ occupazione di queste terre da parte dei francesi creò per questo territorio marittimo un presidio militare, pose termine alle invasioni nemiche, riportò all’ordine la cittadina di Le Castella che si era ribellata al potere imperiale fece, mentre era ancora in vita per la conservazione sua e dei suoi successori, questa tomba e questo tempio “.
Il coro ligneo
Opera fatta eseguire da mons. Francesco Marino (1624-1716) Vescovo di Isola. Lavoro in noce. Seggi sacerdotali sulle due pareti laterali, seggio prelatizio sopraelevato su quella centrale e tronetto sormontato dallo stemma del Vescovo Marino. Fondo riprodotto in lacunari e incoronato di cornice classica. Opera da attribuirsi ad artigiani napoletani del secolo XVII. Gli stalli sono adornati con bracciuoli sorretti da leoni beccati. Il coro era fino al 1981 nell’ abside della ex Cattedrale: restaurato venne posto in San Marco, riportata ormai al suo splendore primitivo per opera dei PP. Rosminiani, parroco d. Alfieri Riccardo, e concessione dei Conti Gaetani.
I due dipinti
-Madonna Immacolata dei Miracoli, opera dell’artista Bianchi Luigi di Gallarate, per grazia ricevuta.
Immagine venerata dalle revv. suore dell’ Immacolata Concezione di Ivrea che reggono da molti anni l’annessa scuola materna parrocchiale. Questo dipinto è la riproduzione dell’ originale tela miracolosamente scampata all’incendio di una chiesa,in Ivrea. L’ opera è del 1984. -San Marco: opera di artista di Catanzaro, dono della sig.a Lettieri per grazia ricevuta. Anno 1988.

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