5 giugno lunedì della nona settimana del tempo ordinario. Vangelo secondo Marco (12,1 -1 2)

Vangelo di mercoledì 31 maggio + Dal Vangelo secondo Luca
31 May 2017
Vangelo 6 giugno Marco 12, 13-17
6 June 2017

5 giugno lunedì della nona settimana del tempo ordinario. Vangelo secondo Marco (12,1 -1 2)

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

Parola del Signore

Commento

Terminato con la Pentecoste il tempo pasquale riprende il tempo ordinario già iniziato dopo la festa del Battesimo di Gesù. È chiamato ordinario perché in esso non si celebra nessun mistero particolare della vita di Gesù. Viene chiamato anche il tempo dello Spirito Santo perché è sempre in gioco il tema della santificazione, del mondo, delle persone, della società. Ha il suo culmine nella Domenica, la Pasqua settimanale.

La parabola di oggi, del padrone della vigna e dei vignaioli malvagi, ha ancora sullo sfondo la Pasqua di morte di Gesù, il Figlio prediletto,la pietra scartata dai costruttori. Mai si possono dimenticare questi eventi che rientrano anche nella nostra vita quotidiana .

L’avidità delle cose e del potere è un male antico, radicato nel profondo del cuore di ogni uomo. Chi lo asseconda ne viene come accecato e non può vedere la realtà, le persone nella loro verità, ma tutto è distorto. La cecità colpisce il cuore e la mente ed è uno dei mali più gravi perché porta a compiere qualsiasi delitto.

Gesù già all’inizio della sua predicazione affermava solennemente “beati i poveri nello spirito” , beati cioè coloro che non pongono il significato della loro vita nel possedere, nelle cose, ma nei valori dello Spirito. Perciò Gesù continuava “beati i miti, i misericordiosi, i puri di cuore, cioè tutte quelle persone che coltivano relazioni di fraternità, di accoglienza, di perdono.

Quanto è necessario oggi questo messaggio, nell’era del consumismo, dell’ usa e getta, dell’avere tutto e di più cominciando dall’ educazione dei piccoli che non sono felici se sono riempiti di “cose”, ma di amore, se spieghi loro l’apertura ai meno fortunati, ai nonni malati e soli ( non solo ai nonni baby- sitter), insomma al dono di sé. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” insegna Gesù. Anche ai bambini.

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